Blockchain Document Notarization

Notarizzazione documentale blockchain

Certifica l’esistenza e l’integrità dei tuoi documenti registrando il loro hash SHA256 sulla blockchain eCash (XEC).

Riferimenti normativi

In Italia le tecnologie basate su registri distribuiti (Distributed Ledger Technologies – DLT), comunemente note come blockchain, sono state introdotte nell’ordinamento giuridico dall’art. 8-ter del Decreto Legge 135/2018, convertito nella Legge 12/2019.

Tale normativa ha introdotto le definizioni di tecnologie basate su registri distribuiti e “smart contract”, riconoscendone l’utilizzo nell’ordinamento italiano. E’, tuttavia, importante ricordare che la notarizzazione su blockchain funge da “registro informatico di immodificabilità e trasparenza” e non sostituisce gli obblighi fiscali o legali di conservazione sostitutiva a norma di legge (laddove richiesti, come per le fatture o i bilanci). La firma digitale del documento da notarizzare fornisce certamente un raffrorzativo alla notarizzazione, in quanto garantisce anche la paternità del documento.

Il presente servizio utilizza la blockchain pubblica eCash (XEC) per registrare l’hash SHA256 dei documenti, creando una prova tecnica verificabile dell’esistenza del documento a una determinata data.

Per specifiche esigenze legali, regolamentari o di conservazione a norma si raccomanda di consultare il proprio consulente legale.

Cos’è il servizio

Il servizio consente di generare una prova indipendente e verificabile dell’esistenza di un documento a una certa data.
Il documento originale non viene salvato sul server: viene calcolata soltanto la sua impronta crittografica SHA256.

Cos’è l’hash SHA256?

Prima della notarizzazione il documento viene elaborato tramite l’algoritmo crittografico SHA256, il quale genera un’impronta digitale univoca composta da 64 caratteri esadecimali. L‘hash SHA256:

  • identifica in modo univoco il documento; l’algoritmo matematico garantisce che non esiste e non esisterà nessun altro documento che avrà quell’impronta; per questo motivo i sistemi crittografici di firma digitale utilizzano storicamente la funzione SHA256, così come oggi le reti blockchain basate sulla “pow” (“proof of work”) come Bitcoin rendendole inviolabili (e quindi sicure per transazioni economiche); 
  • cambia completamente anche per una minima modifica del file (“integrità”);
  • non permette di ricostruire il contenuto originale del documento; possedere l’hash non permette in alcun modo di risalire al documento che lo ha generato (“unidirezionalità”);
  • tutela la privacy perché il documento non viene pubblicato sulla blockchain (“riservatezza”);
  • Il servizio registra sulla blockchain eCash (XEC) esclusivamente questo hash, creando una prova temporale verificabile e immutabile dell’esistenza del documento in una determinata data (“data certa”).

Il documento originale non viene trasmesso né conservato dal servizio. Solo la sua impronta digitale (hash SHA256) viene notarizzata sulla blockchain. L’hash viene registrato sulla blockchain eCash tramite una transazione pubblica. Al termine della procedura viene generato un certificato PDF con hash, TXID, timestamp e link di verifica.

Vantaggi principali

Documento non conservato

Il file resta sul dispositivo dell’utente. Il servizio registra solo l’hash SHA256.

Verifica pubblica

La notarizzazione può essere verificata tramite il link pubblico e il TXID blockchain.

Certificato PDF

Ogni notarizzazione produce una ricevuta PDF con i dati tecnici essenziali.

Piani disponibili

Prova gratuita

€ 0

  • 1 documento notarizzabile
  • Certificato PDF
  • Verifica pubblica
  • Storico personale

Prova gratis

Piani a consumo ed illimitati

Possiamo offrire dei piani limitati in termini di documenti notarizzabili oppure illimitati; tutti i piani garantiscono comunque:

  • Certificati PDF delle transazioni e delll’impronta (“hash”)
  • Accesso allo storico dei documenti notarizzati
  • Verifica pubblica con accesso diretto alla rete blockchain XEC

Vedi prezzi

Nota importante:
La notarizzazione blockchain dimostra che un documento corrispondente a uno specifico hash SHA256 esisteva al momento della transazione; non certifica di per sé paternità, proprietà o validità legale del contenuto.